Otto
Che poi è strano. Che io e te ci
conosciamo da secoli e ci siamo sempre piaciuti e fra di noi ci sono stati pure episodi casti ma come dire lo stesso intimi eppure. Eppure non ci siamo mai messi insieme. «Be' io. Io in effetti sono. Sono rimasta a quella notte. Noi due soli nello scompartimento del treno di ritorno dal festival rock. Tendine chiuse. Intimità. Carezze. Bacini e bacioni e poi. Poi io che vogliosa mi chino ed armeggio nella tua patta per aprirla, estrarre e fare un lavoretto orale, che nel frangente sentivo nulla e nessuno avrebbe potuto impedire e». Ed io che mi ritraggo e prendo scuse a caso e divago di pericolo guardoni o controllore e mollo la cosa e mi giro e mi addormento e che. E che sia mai! che. Che in realtà così facendo invece ti ho praticamente salvato la vita futura in proposito e non esagero e puoi tranquillamente credermi otto. Otto giorni senza doccia o bidet e con quel tremendo caldo che faceva e fatto com'ero e. E con le stesse mutande addosso o. Otto.
In fondo
In fondo? In fondo è uguale. Si va lì per farsela passare e se ci riesce tanto meglio. Che si rientra a casa più sensati, informati ed a volte pure stupiti e si pensa con interesse e languorino alle opzioni di cibo presenti in dispensa e. Ed uno così va nell'isola pedonale o ai grandi magazzini e sceglie un buon punto di osservazione da seduto ed appunto, sorbendo una bibita, si guarda in giro co. Collo lungo lei. Chiappe basse lui. Belle le sciarpe. Che cara la nonna con il gelato al bambino. Oh guarda la. La Gianna ed Hamed si sono rimessi insieme. Ah è uscito l'ultimo grido fra i telefonini che. Che quello per scartarlo quasi mi rompe il naso con la scatola do. Domani sera vi vedete in piazza che c'è un concerto? Be' grazie ragazza d'averlo ricordato all'amica mentre mi siete sfilate di fianco. Grazie. Non lo sapevo. Ci vediamo là e. Ed un altro giorno invece uno va nel bosco o giù al fiume e sceglie un buon punto di osservazione da seduto e si guarda in giro anche lui. La farfalla azzurra si è spezzata un po' l'ala destra, ma vola ancora. Passa una foglia nella corrente e la trota curiosa ci pianta il naso. Un calabrone, belle le righe nere sul dorso, litiga con un'ape per questioni di precedenza rispetto ad un grappolo di fiori di acacia oh. Oh la mosca è incavolata e ronza impazzita al moscone che, mi sa, è di nuovo andato nella cacca prima di stendersi nel letto t'ho. T'ho visto cattiva lucertola. Hai impunemente ingerito la formica di passaggio e. E me lo faccio fare anch'io sa signor airone il suo vestito. Troppo distinto ed elegante e. Ed in fondo è uguale. Si va lì per farsela passare e se ci riesce tanto meglio. Che si rientra a casa più sensati, informati ed a volte pure stupiti e si pensa con interesse e languorino alle opzioni di cibo presenti in dispensa.
Però
Di quando ero una rana ricordo molte belle situazioni e di quanto dovevo stare attenta a zoccoli e scarponi. Di quando ero una rana ricordo allegria nel prato tra ogni erba e di come avevo maturato la mia giovinezza acerba. Di quando ero una rana ricordo storiche cantate con le amiche e di quanto le mie soddisfazioni fossero davvero mitiche. Di quando ero una rana ricordo pozze d'acqua ancora incontaminata e di quando le lucciole invadevano con fiaccola immacolata. Di quando ero una rana ricordo quanto diventare madre ti fa sentire un tot prestigiatore e di come la mosca mi assopiva il languore e. E di quando ero una rana ricordo pure di quanto fosse paralizzante ogni incontro col serpente e. E di come una volta seminato mi sentivo vincente e. E di quando ero una rana ricordo anche di quanto la vita mi scorreva dentro gentilmente tra una mangiata, una dormita, tanta pace e parecchio saporito dolce far niente e. E di come del dover morire avevo una convinzione davvero inconsistente poi. Poi però tentai di attraversare una strada.